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L’egocentrismo dell’allenatore
L’egocentrismo dell’allenatore

L’egocentrismo dell’allenatore

Le 10 COSE da (non) FARE QUANDO alleni una squadra

Le parole sono importanti e come dice il saggio: “sono la più grande forma di magia che l’uomo ha in suo possesso”.

Possono procurare la più grande gioia, come fare malissimo.

Alcune sono dette male, pur avendo il bene come obiettivo. 

Quando il COME ESPRIMI un concetto non è allineato con il PERCHE’ lo ESPRIMI, sei poco efficace. 

Per arrivare con forza alle orecchie della squadra è fondamentale che quello che vuoi dire sia allineato ad una finalità generale chiara. Il cosa fare deve essere guidato da un perchè farlo ed essere allineato al come comunicarlo.

Per esempio: vuoi motivarli a stare concentrati (Cosa fare), perché il tuo gioco presuppone tanta concentrazione e attenzione (Perchè farlo), e la comunicazione che hai è attenta e focalizzata sui dettagli (Come farlo).

La differenza, nella comunicazione, la fai quando hai un intenzione chiara che allinea COME e PERCHE’. 

Quando il come è disancorato del cosa e dal perchè si crea un po’ di confusione negli atleti. Ad Esempio quando l’unico perchè è che i giocatori aderiscano alle tue richieste, il cosa e il come diventano un po’ confusi in quanto la sola guida del giocatore è fare quello che dice l’allenatore.

Nella pratica so che l’allenatore guida, ma il suo compito è quello di far pensare, non di mettersi al centro della scena. Un allenatore si deve chiedere:

Voglio giocatori che fanno bene quello che dico io o giocatori liberi di fare quello che sanno e valutare cosa è meglio?

In questo caso torna il concetto di un commento fatto con intenzioni buone ma non allineate al come alcuni allenatori parlano, soprattutto nei discorsi post gara. Ecco alcuni esempi:

Quando fate quello che vi chiedo, le cose vanno bene 

Bravo! Hai fatto quello che ti ho detto!

Se fai di testa tua sbagli sempre

Mi sembra sempre che il termometro della prestazione, in questi casi, sia l’adesione dell’atleta alle richieste dell’allenatore. Nella testa dell’atleta la comunicazione è semplice e diretta. Nella testa dell’allenatore io sto solo dicendo ad una persona cosa deve fare, che è il mio ruolo.

Nulla di male, ad un ascolto distratto. 

Se ti soffermi su qualche dettagli e se ci pensi bene, chi aderisce ad un modello esterno non accresce la capacità critica e soprattutto sarà sempre insoddisfatto finché il suo allenatore non gli dirà di essere soddisfatto. In questi casi non si sta parlando di insegnare o allenare, ma di fare in modo che l’atleta creda in quanto detto dal suo leader e limiti al minimo un pensare critico durante la prestazione.

Ed è tutto fatto con le migliori intenzioni. Solo che al centro c’è l’allenatore e non l’atleta.

Qui, secondo me, si può notare la più grossa paura di un allenatore,

cioè che i concetti che durante la settimana vengono insegnati, spariscano dalla testa dei giocatori una volta in prestazione. 

Un pensiero così forte e così negativo non può che agitare.

Comprendo che questo spauracchio possa bloccare le risorse di un allenatore, ma per guidare un’atleta o un gruppo è fondamentale accettare qualche rischio, anche e soprattutto quello di sparire.

Un allenatore è un leader, ma non per questo ha l’obiettivo di far girare tutto intorno a sé.

Ascoltare ed essere empatici è la prima caratteristica richiesta per un buon allenatore, ma non sempre succede.

Prenditi cura dei tuoi è il mantra che dovrebbe girare nella tua testa.

La cultura di una squadra vincente non si tramanda in maniera diretta, ma è un concetto plastico e in costante mutamento, che si costruisce attraverso la relazione con l’altro, costantemente nell’intreccio delle storie delle persone che ci sono in squadra.

Per creare una squadra vincente o allenare atleti vincenti ci sono 10 cose che devi fare (o se vuoi pensarla al contrario, non fare) 

COSA (NON) FARE?

  1. Sviluppa le capacità delle persone | Evita di aver paura che la bravura degli altri offuschi la tua. Chi crea un’ambiente di crescita mutua e responsabile ha solo da guadagnare dall’avere atleti e collaboratori bravi intorno a sè. 
  2. Fai crescere le persone che hai intorno rispettando la loro identità | Come sopra, scopri le competenze specifiche delle persone nel tuo gruppo e usale a tuo vantaggio. Non c’è nulla di peggio del prendere uno bravo a fare una cosa e spostarlo a farne un’altra. Fai una chiara sintesi delle competenze dei tuoi atleti e sviluppa al 110% ognuno di loro, senza snaturare la loro identità ma facendola diventare ancora più forte.
  3. Crea un focus futuro che stabilisca un percorso per il gruppo | Senza un intenzione vera, precisa e profonda qualsiasi obiettivo a breve termine sprofonda. In ogni stagione chiediti: Che significata ha questa stagione nella mia vita?
  4. Prima degli obiettivi, costruisci ruoli chiari | Cosa ti serve nel gruppo e chi può farlo al meglio. Questo il concetto già esposto al punto 2. Non esistono obiettivi senza una struttura che sappia contenerli, gestirli e poi raggiungerli. 
  5. Il 60% del successo di una squadra è dato dai giocatori, sceglili bene! Togliti dal centro della scena. Sei un allenatore, quindi allena. Il palcoscenico è dei giocatori e tu hai solo due obblighi: NON FARE DANNI e diventare il più velocemente possibile invisibile.
  6. Non cercare gente forte, cerca gente capace di interagire con gli altri | Le relazioni fanno la differenza in un team che è efficace. Cerca quindi gente che sa gestirle nel miglior modo possibile.
  7. Renderti vulnerabile crea connessione e fiducia | Saper dire ho sbagliato, qualsiasi ruolo tu ricopra, è la base del creare un gruppo coeso e orientato al successo. Quando sei un leader chiediti solo: Tutti qui dentro si sentono liberi di parlare?
  8. I buoni leader creano una storia! Il tuo lavoro è dare poche certezze, ma quelle certezze devono essere granitiche. Primo: questo è ciò che siamo. Secondo: Questo è ciò che facciamo. Terzo: Questo è ciò che rappresentiamo. 
  9. Crea spirito di squadra e non sentirsi un gruppo sciolto costretto insieme solo da obiettivi comuni | Un obiettivo senza intenzione non ha senso. Dai significato profondo ad ogni cosa che fate come team, partendo dai valori che vi rendono unici. Nulla è peggio di un gruppo con grandi obiettivi ma nessun valore che li unisce. 
  10. Ogni settimana chiediti queste 3 cose e agisci di conseguenza: Hai davvero bisogno di allenare? La squadra ha davvero bisogno di te? Cosa ti rende un grande leader?
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