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FOCALIZZATI
FOCALIZZATI

FOCALIZZATI

La teoria dell’embodiment, considera il corpo come un elemento costitutivo della mente e sottolinea la natura incarnata della cognizione. La mente è radicata nelle esperienze corporee dell’organismo e immersa nell’ambiente con cui l’organismo interagisce continuamente. La consapevolezza non è più una funzione meramente simbolica e concettuale ma affonda le sue radici nell’esperienza corporea e implica una relazione reciproca tra mente, corpo e ambiente (Varela et al., 1991).

La mente di molti di noi è sempre in connessione con il mondo esterno, a volte troppo con il mondo interno, ma troppo poco spesso è in relazione funzionale con il corpo.

La capacità di stare calmo durante una performance, mi piace definirla come l’abilità di:

Notare come si comporta il tuo corpo, non distrarti e non preoccuparti per le interferenze esterne, mentre controlli e regoli le tue emozioni per vivere il momento di stress con fiducia e sicurezza.

Spesso non consideriamo il nostro corpo come uno strumento da perfezionare, non ne siamo consapevoli, ci distraiamo e ci preoccupiamo per tutto, perdendo di vista le emozioni e vivendo molto spesso le situazioni senza fiducia e con poca sicurezza.

Concentrarsi è una questione di mente e di corpo, di ambiente esterno che interferisce e di mille reazioni interne che amplificano o abbassano il volume del rumore che c’è fuori di noi.

Partiamo dal rumore esterno, per esempio:

Persone che lavorano su più progetti in sequenza spesso dicono: “Andare da una riunione all’altra, iniziare a lavorare su un progetto e subito dopo dover passare a un altro è solo una parte del mio lavoro”.

L’autore di Deep Work, nella sua ricerca, identifica che con questa strategia di lavoro, quando passi da qualche compito A a un altro compito B, la tua attenzione non segue immediatamente il cambiamento: un residuo della tua attenzione rimane bloccato pensando al compito originale. Anche se finisci il compito A prima di andare avanti, la tua attenzione rimane divisa per un po’.

Non penso ci siano ricette per evitare questa continua disattenzione, se non migliorare le abilità di concentrazione, con una serie di lavori specifici e con pratiche concrete da imparare e applicare nella vita di tutti i giorni

Conosci le tue reazioni alle interferenze esterne

Controlla l’impatto che le tue reazioni hanno sulla tua attività quotidiana e sul tuo benessere

Regola le emozioni che si scatenano in quei momenti e falle diventare funzionali ai tuoi obiettivi

Solo dopo aver fatto questo inizia a focalizzarti su quello che puoi vedere, sentire e toccare

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