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Gabriele Colombo
I 5 PILASTRI di un Team VINCENTE

I 5 PILASTRI di un Team VINCENTE

Se sei un allenatore che vuole brillare e creare un team vincente hai sicuramente in mente cosa non funziona in un team che ha atteggiamenti disfunzionali.

Io adesso ti guido in quelli che sono i 5 elementi di uno spogliatoio vincente, che ho creato parlando con allenatori e atleti vincenti.

Qualsiasi sia il tuo ruolo in uno spogliatoio (Dirigente, allenatore, giocatore) il tuo sforzo quotidiano deve essere quello di crescere in ognuno di questi punti e spingere il tuo gruppo a migliorare su questi elementi.

Ma andiamo per ordine.

1. Un team VINCENTE ha uno scopo comune tra campo e dirigenza

Lavora con la dirigenza su scopo, vision e valori. Sono quelli sopra che decidono che scopo e che valori ha la società!

Chiedi ai tuoi dirigenti che obiettivi hanno. Vedi se le idee vanno verso la stessa direzione. Questo passaggio è fondamentale. Un team vincente parte dalle idee che ha la testa. Il motore (La squadra) funziona solo se il pilota (La dirigenza) ha uno scopo condiviso e comune a quello di staff e giocatori.

Puoi partire da semplici domanda come:

Perché esiste questa società?

Qual’è lo scopo di questa società?

Dove vuole andare?

2. Ha obiettivi condivisi 

Gli obiettivi devono essere condivisi tra tutta la squadra.

La squadra ama la chiarezza.

Per crearli serve confronto costante e definizione chiara di quando e come li avremo raggiunti.

Ti faccio degli esempi

Quante partite vogliamo vincere? Facile, è un numero. Fissalo, scrivilo, monitoralo.

Esprimere un bel gioco? Difficile. Trova un indicatore per renderlo più oggettivo. 

Io proverei a cambiarlo in: Rispettare i principi di gioco dell’allenatore

Quindi, in prima istanza, chiarisci alla squadra i tuoi principi di gioco.

Da li per loro sarà chiaro cosa vuoi da loro e di conseguenza quando stanno esprimendo un bel gioco.

Divertirsi in campo? Anche qui entriamo in concetti troppo ampi. Dettaglia con loro il divertimento. Capisci cosa intendono per DIVERTIMENTO. Dettaglia il più possibile e fai condividere strategie e obiettivi per farlo.

 

3. Vuole il confronto e conflitto

La discussione è parte della crescita, una volta parlato delle cose siamo allineati, che non è essere d’accordo. Può essere che alcuni non pensano sia la strategia migliore, ma tutti siamo allineati sulla decisione presa da tutti. Non mi interessa se uno non è d’accordo, ma anche se non d’accordo ci si allinea alla strategia scelte. La lite e la competizione tra le persone, fa bene.

Cosa dire? Ecco un discorso tipo:

Vi faccio degli esempi sulle cose che non voglio vedere nella prossima stagione 

Fatta questa premessa spieghi come vuoi che le persone che collaborano con te, agiscano nella pratica.

Più chiaro sei più loro sapranno cosa possono e non possono fare.

4. Si prende le giuste responsabilità

I membri del team si responsabilizzano l’un l’altro sui risultati della squadra e sui comportamenti da attivare per raggiungere quei risultati. 

Un buon team valorizza e premia i bravi.

A volte basta solo un complimento per sentirsi importante.

Falli sia in gruppo che in veloci colloqui individuali. Fai risaltare il bello, solo dopo metti in risalto cosa possono migliorare e alla fine del feedback spiegagli come possono migliorare. Rispetta l’ordine. Prima il bello, poi cosa migliorare e solo alla fine il come.

5. Ha una visione comune e sinergica

Se tutti inseguono obiettivi alti, partendo dagli stessi valori, dalle stesse regole e con una vision comune la squadra si muove in sinergia ed è vincente.

Non sempre è possibile e allora qui arriva il lavoro dell’allenatore che cerca di fare quadrato  e stringersi tutto intorno a cose comuni (Obiettivi concreti) o contro nemici comuni.

Unirsi in una comunione di intenti, dove tutti giocano la stessa partita e non ognuno gioca la sua partita, porta al successo. Se l’allenatore raccoglie tutti i giocatori intorno ad un unico concetto, ad un unico obiettivo, ad un unico nemico da battere si può raggiungere il successo. Se decidiamo, per esempio, che c’è un loro diamo per scontato che c’è un NOI e questo compatta le persone intorno ad un unica identità e un unico obiettivo. Se non ci serve avere un nemico, allora crea l’identità sulle potenzialità del gruppo! Evidenzia le potenzialità, scrivile, chiedi a tutti gli atleti di mettere in campo per uno scopo comune.

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